Liceo Scientifico Statale Albert Einstein

  

Indice
Lavori
Indice
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Parte 5
Parte 6
Parte 7
Glossario
Bibliografia
Immagini

I gafii di Valle Piola nella storia

di Carino Ferrante

Presentazione del paese

Valle Piola è un paese oggi disabitato, composto da nove edifici e una chiesa,e si colloca su un pianoro a 1070 m. di quota. Appartengono a questo paese anche tre edifici più antichi tutti collegati fra di loro, chiamati Case Menghini, situati a 959 m. di quota. L'intero abitato si trova sul versante nord-orientale del Monte della Farina, nell' anfiteatro di sorgenti da cui nasce il Rio Valle (affluente del torrente Vezzola).

L'abitato è attraversato da un'unica strada non selciata, denominata ufficialmente nel 1900 Via della Fauna che si unisce a un'antica mulattiera. Di fronte alla chiesa vi è anche una fonte d'acqua.

Vi sono tra i diversi appezzamenti molti muri in pietra che formano degli ormai decadenti terrazzamenti del monte, ottenuti con la pietra originaria del posto, e dal processo di pulitura dei campi.

Oggi la zona fa parte del parco nazionale d'Abruzzo ed è in atto un processo di ricostruzione, nonostante la decadenza del paese e i danni che hanno provocato vandali e ladri.

La storia del paese

Il primo documento scritto che ci dia notizia dell'esistenza di Valle Piola risale al 1059, anche se tale località viene chiamata "manso"[1], facente parte della curtes di Subbiano, forse in riferimento allo stabile di Case Menghini, infatti essendo lo stabile più antico e essendo tutto unito, si può immaginare che prima appartenesse ad un'unica potente famiglia. Naturalmente è facile intuire che il centro abitato nella zona esistesse da epoche più antiche, dalle testimonianze dei paesi vicini e dall'influenza longobarda che rimarrà in questi luoghi per lungo tempo.

La zona di Valle Piola e di tutti i Monti della Laga per la loro lontananza fisica e politica verso il teramano e la loro posizione di confine sia sotto i Normanni, gli Svevi, i Borboni e Aragonesi hanno goduto sempre di una certa indipendenza. Tale indipendenza portò a un'organizzazione sociale identificata con il nome di "comune rurale", infatti solo tale organizzazione avrebbe fornito la possibilità di rimanere indifferenti agli scontri e al passaggio di forze militari.

Dopo il 1152 ci fu uno spopolamento di questi territori, a volte anche forzata per ripopolare Teramo.Questo fenomeno portò a una sorta di feudalesimo che durò poco tempo.

A Teramo invece, si fece conoscere la famiglia De Valle, originaria di questo paese e forse proprio di Case Menghini. Le genti di questo paese erano molto ben organizzate, infatti anche se soggette spesso a visite indesiderate, bloccate per la maggior parte dell'anno dalla neve e circondati dalla foresta, riuscivano a sopravvivere, grazie all'autosostentamento. Ogni casa aveva una stalla in cui si praticava l'allevamento bovino, suino, ovino, equino e un piccolo appezzamento di terreno per la produzione basata su patate e legumi.

Questa popolazione probabilmente era analfabeta e parlava un dialetto di derivazione longobarda, incomprensibile a chiunque venisse da posti anche non molto distanti. L'unica persona di cultura era il parroco che arrivava in questi luoghi come missionario.

Nel XIII secolo fino all'unità d'Italia, queste zone sono state soggette alla totale ribellione verso i regnanti per una situazione di malcontento sociale e le famiglie che abitavano questi paesi dovevano essere tutt'uno con quei rivoltosi, tanto che alcuni storici parlano di guerra civile.Naturalmente la zona è perfetta per nascondersi e fare azioni di guerriglia, infatti anche nella seconda guerra mondiale "la resistenza di bosco Martese" è avvenuta proprio sui Monti della Laga.

L'attività trainante di Valle Piola è anche oggi la pastorizia da cui i regnanti Aragonesi anticamente traevano guadagno, tramite la dogana di Foggia.

I gafii del paese

Nel paese in esame sono testimoniati almeno 2 gafii:uno a Case Menghini, che, per il difficile accesso, non è possibile osservare e un altro proprio nel centro del paese, oggi ristrutturato insieme allo stabile.

Queste costruzioni testimoniano che l'influenza longobarda è profondamente penetrata nella popolazione dei Monti della Laga, infatti la parola gafio (in dialetto veniva chiamato "lu gafie") deriva da Waifa, che in longobardo significa spazio non privato, oppure per l'appunto un balconcino in legno con tettoia. Comunque è facile intuire che solo l'abilità di un popolo abituato a operare quotidianamente con il legno, potesse pensare una così perfetta struttura che si autoreggesse dai carichi troppo elevati della neve abbondanti nella zona dei Monti della Laga e che usa come struttura portante l'intero complesso spaziale, composto da piano di calpestio, balaustra e copertura.Una struttura a sbalzo non è facilmente ottenibile se i materiali a disposizione sono esclusivamente legno e pietra.

Testimonianze del paese

Le testimonianze sul paese sono molto abbondanti, ma non tutte concordi.

L'unica strada del paese è Via della Fauna che portava da Valle Piola a Poggio Valle; altri viottoli portavano anche ad Acquaratola, al cimitero e a Case Menghini, poi c'era anche una scorciatoia che metteva in comunicazione Case Menghini con il cimitero. La via era spesso interrotta per colpa del Rio de Valle, ma intorno agli anni '50 fu costruito un ponte rudimentale dagli abitanti del paese.

Il vero centro del paese è sempre stato Case Menghini, perché era più vicina all'unica fonte della zona posta sotto il cimitero, ma con l'incanalamento di una sorgente montana furono costruite due fonti:una davanti alla chiesa e l'altra vicino a Case Menghini, però da allora crebbe a dismisura il paese fino ad oscurare il potere del grande agglomerato di Case Menghini.

Le chiese del Paese erano tre:una è quella di S. Nicola, poi ce n'era una a Case Menghini e il cimitero stesso era una chiesa.

La corrente elettrica nel paese e a Case Menghini arrivò intorno al '55, mentre il telefono pubblico arrivò intorno al '65 nella casa dei Ferrante e, con il loro trasferimento, esso fu spostato nella casa più recente del paese.

Le famiglie principali che abitavano nel paese sono i Bianchini, i Ferrante (divisi in due famiglie differenti), i Cornacchia, i Volpi e i Pace. Probabilmente le abitazioni furono comprate precedentemente dalla famiglia Menghini che si trasferirono in altri luoghi, secondo una fonte i Menghini guadagnarono dalla vendita dei loro possedimenti 18.000 Lit. (da ricordare l'antico valore della Lira).

Le Case Menghini erano un gruppo di case con diversi proprietari, ma si vede chiaramente che prima appartenevano a un solo proprietario molto ricco, perché in caso di attacchi di piccole dimensioni erano muniti di feritoie per fucili e perché in alcune parti vi erano molti camini antichi in giganteschi saloni, invece in altri vi erano prevalentemente stanze piccole come camere. La struttura dell'abitato di Case Menghini è più o meno quella riportato in (fig.1),

Valle Piola schema
Valle Piola schema

la parte più antica è quella colorata di grigio, invece le altre abitazioni probabilmente furono costruite in secondo tempo. All'interno della parte antica c'è un pozzo luce , mentre sotto si dice che c'era un sotterraneo il quale in un'annata di pioggia franò e fu ricoperto di terra, nell'abitato ci sono anche due porticati sotto i quali passava la strada e su una chiave di volta del portico si dice che c'era una pietra scolpita con un volto; purtroppo le due immagini sono state segate; in mezzo ai due portici c'è anche un vasto piazzale, la parte invece rappresenta il gafio, il cui accesso era dalla parte evidenziata di bianco.

Nel paese era presente non solo la pastorizia e l'agricoltura, ma c'era un mulino vicino al ponte della Via della Fauna, si produceva carbone da esportare alla città, c'era persino un forno per cuocere le pietre, in modo da produrre una specie di bitume usato per la costruzione delle abitazioni di quel tempo, infine si praticava il commercio del legname. Nel paese c'erano molte leggende popolari su fantasmi e spiriti, benigni e maligni che giravano di notte.

Purtroppo però con l'arrivo degli anni '59, il paese incominciò a spopolarsi, e iniziò l'emigrazione verso l'estero: buona parte degli abitanti del paese fu allettata dalle possibilità di ricchezza che davano i paesi stranieri o le stesse città della pianura; perciò molti abitanti partirono e quei pochi rimasti non potevano sopravvivere isolati da tutti, quindi il paese rimase disabitato verso il '70 .

Foto scattate nel paese

Il presidente dell'Archeoclub, Giulio De Collibus di Pescara, con i suoi studenti e la professoressa di italiano del mio corso Grazia Di Lisio, in visita a Valle Piola.
Il presidente dell'Archeoclub, Giulio De Collibus di Pescara, con i suoi studenti e la professoressa di italiano del mio corso Grazia Di Lisio, in visita a Valle Piola.

La foto mostra a sinistra un muro della casa detta "Petronio" è abitata da Ferrante e da Bianchini, si possono notare tre sporgenze di pietra usate per poggiare un'asta per mantenere il muro dritto. Dietro si vede una casa con gafio, quella era la casa di Bianchini che è stata ricostruita dopo essere passata al Parco Nazionale.

Dietro quel ramo di faggio c'era la casa di Cornacchia, costruita dopo la seconda guerra mondiale, invece quella baracca nel mezzo della foto è la stalla di Di Giacomo.

Casa Ferrante
Casa Ferrante (particolare)

La foto rappresenta un pezzo di casa Ferrante dove possiamo notare quella finestrella in alto con due bastoni a fianco. Sopra i bastoni anticamente si metteva una tavola dove si posava il latte, in modo che a quella altezza non potevano arrivare né gatti né insetti e nello stesso tempo il latte rimaneva più fresco. I lati delle finestre sono fatti con una pietra di Rocca S. Maria che inizialmente è dolce mentre dopo essere stata estratta diventa dura, quindi è molto facile da tagliare nella cava, infatti basta solo un seghetto.

Case Volpi e Bianchini
Case Volpi e Bianchini

La casa a destra era di Volpi, mentre quella a sinistra era di Bianchini Emidio, qui possiamo notare una piccola finestrella fatta con quattro pietre, ma quella più interessante è quella superiore fatta ad arco, forse poteva venire da un altro edificio, ma di questo non possiamo essere sicuri.

Campanile della chiesa di San Nicola
Campanile della chiesa di San Nicola

La foto mostra il campanile della chiesa di S. Nicola vista dal basso, qui possiamo notare come i muri siamo composti da pezzi di mattoni, pietre originarie del posto e sugli angoli si possono notare delle pietre nere di Rocca S. Maria. Nel campanile manca la campana più piccola perché è stata rubata, anche la campana più grande stava per essere rubata ma grazie all'intervento di una persona che si era isolata nel paese i ladri dovettero abbandonare la campana.

San Nicola (interno)
San Nicola (interno)

Adesso vediamo internamente la chiesa, dove c'è stato un grandissimo scempio degli affreschi e di tutto l'interno della chiesa, infatti possiamo vedere come molte immagini della chiesa siano state strappate dalla parete. Possiamo notare come il soffitto, ormai cadente, della chiesa presenta archi romanici che formano una specie di cupola decorata con affreschi, in cui ci sono dei disegni geometrici con strani elementi floreali e personaggi divini in uno sfondo blu con delle stelle scure, dietro a queste cupole c'è un tetto a capriate.

Case Menghini (particolare)
Case Menghini (particolare)

La foto mostra una parte di Case Menghini, probabilmente si tratta della dalla parte destra dell'agglomerato che apparteneva a "Graziola", possiamo inoltre vedere che questo arco è fatto con una pietra abbastanza spugnosa, mentre il resto del muro è costruito con pietre originarie della zona.

Interno
Interno

Presenta l'interno dell'abitazione, precisamente mostra un lavandino forse in pietra, posto sotto un arco cieco. C'è anche una piccola rientranza sopra il lavandino usata per mettere dei piatti o delle pentole e ancora più in alto c'è un massiccio architrave in legno che forse era utile in una struttura diversa.

Vista da Poggio Valle
Vista da Poggio Valle

L'ultima foto presenta il paese visto da Poggio Valle.

[1] derivante forse dal lat. medievale mansus del 885 o lat. pro. "masu" (iscrizione di Pompei) = dimora, "maso chiuso" (Alto Adige) = proprietà indivisibile per eredità [dal lat. maneo - rimanere, mansum]

EditPad   Top Style 2.0   Cascading Style Sheets   Valid CSS!